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Design SostenibileMaterialiA cura di La Redazione di Moodroom

Il tetto di quattro secoli: come la zostera curata dal sale e tornata un materiale che immagazzina carbonio

Su un'isola danese le case portano da quattro secoli spessi tetti di erba di mare spiaggiata senza marcire. Oggi la stessa zostera viene pressata in pannelli prefabbricati e fogli acustici: un materiale che immagazzina carbonio, con una garanzia gia scritta in tetti vecchi di trecento anni.

Il tetto di quattro secoli: come la zostera curata dal sale e tornata un materiale che immagazzina carbonio

Un tetto che e sopravvissuto a dodici generazioni

Sulla piccola isola danese di Læsø, nel Kattegat tra lo Jutland e la Svezia, alcune case basse portano ancora tetti fatti interamente di erba di mare. Sono enormi, arrotondati, sorprendentemente morbidi allo sguardo: certi pesano tra le 35 e le 40 tonnellate e raggiungono un metro e mezzo di spessore. I piu antichi stanno li, quasi intatti, da oltre trecento anni, e qualcuno sfiora i quattro secoli. Nessuno vi ha mai steso un impregnante, nessuno ha srotolato una guaina sotto. Il materiale semplicemente si rifiuta di marcire.

Quel materiale e la zostera, Zostera marina, una pianta marina che cresce nelle praterie costiere poco profonde e che le mareggiate autunnali depositano a riva in grandi cumuli. I tetti di Læsø nacquero nel Seicento dalla necessita, non dall'ingegno. Gli isolani avevano abbattuto i boschi per alimentare le caldaie del sale che avevano reso ricca l'isola, e senza piu alberi non restava nulla con cui costruire o coprire i tetti. Cio che il mare continuava a portare, gratis, era erba marina. Cosi la ammucchiarono sulle intelaiature di legname di deriva, la attorcigliarono in grossi rotoli lungo il colmo e la lasciarono assestare. La tecnica passo di mano soprattutto tra le donne dell'isola, che facevano la copertura.

Perche il mare conserva cio che la terra distruggerebbe

La durata non e leggenda: e chimica. La zostera cresce nell'acqua salata e arriva a riva impregnata di sale. Il sale e ostile ai funghi e ai batteri che degradano paglia, canna e legno, cosi un tetto di zostera non innesca mai la lenta putrefazione che costringe una copertura tradizionale a essere rifatta ogni pochi decenni. Le fibre della pianta sono inoltre ricche di silice e povere dei nutrienti di cui si ciba la muffa. Una volta compattata, la stuoia e densa e priva d'aria libera, e toglie ossigeno anche al fuoco: gli isolani sostenevano da sempre che i tetti, al massimo, covassero senza divampare. I parassiti la evitano per le stesse ragioni. Il risultato e una pelle dell'edificio insieme resistente al marciume, al fuoco e agli insetti e, poiche un metro di erba pressata trattiene moltissima aria ferma, un isolante autentico, paragonabile alla lana minerale.

La tradizione rischio di sparire. Una malattia da deperimento della zostera devasto le praterie del Nord Atlantico negli anni Trenta, e il sapere si assottiglio a ogni copritetto che se ne andava. Oggi sopravvivono sull'isola circa una ventina di tetti originali, e le case figurano nella lista propositiva danese per il patrimonio mondiale UNESCO, presentate negli ultimi anni come le Case di alghe e le capanne del sale di Læsø. Per lungo tempo la vicenda e sembrata un capitolo chiuso dell'architettura vernacolare.

Dalla necessita isolana al bilancio del carbonio

A riaprirla e il modo in cui oggi contiamo il costo di un materiale. Un materiale edilizio contemporaneo non si giudica solo per come si comporta, ma per il carbonio speso a produrlo, e qui la zostera e quasi sleale. Le praterie di fanerogame marine sono tra i depositi di carbonio piu efficienti del pianeta, e immagazzinano carbonio organico nei sedimenti molto piu in fretta, a parita di superficie, di una foresta. Un filo di zostera e in sostanza anidride carbonica atmosferica catturata: si raccoglie il surplus spiaggiato, lo si essicca, lo si fissa in un tetto o in una parete, e quel carbonio resta chiuso nell'edificio per tutta la sua vita. Poiche la pianta si raccoglie dopo che e gia arrivata a riva e si lavora con pochissimo calore, il prodotto finito puo trattenere piu carbonio di quanto ne liberi la sua fabbricazione, quel traguardo a carbonio negativo che chi sviluppa materiali naturali insegue e di rado raggiunge.

Pressata, non solo ammucchiata

Il ritorno ha preso due strade. La tecnologa dell'architettura di Copenhagen Kathryn Larsen ha studiato i tetti di Læsø e si e chiesta perche un materiale cosi valido dovesse restare confinato a poche case tutelate e a una tecnica manuale che quasi nessuno sa piu eseguire. La sua risposta e stata prefabbricarlo: zostera compressa in pannelli modulari, controtelaiati, da sollevare in posizione come copertura o rivestimento di facciata invece di costruirli in opera fascio dopo fascio. Ha collaudato un'installazione di pannelli su un tetto di Copenhagen, esposta di proposito a un anno intero di vento e intemperie, scoprendo che la zostera diventa di fatto impermeabile dopo circa una stagione di assestamento, con le piante pronte a radicare in superficie per un effetto tetto verde spontaneo.

La seconda strada e acustica. L'azienda danese Søuld ha impiegato una decina d'anni per mettere a punto come pressare la zostera spiaggiata in fogli puliti e resistenti, e nel 2024 il materiale e entrato nel mercato degli interni contract quando Spinneybeck e FilzFelt hanno lanciato una gamma di baffle e pannelli a parete Søuld per uffici, scuole e case. La zostera si rivela un ottimo fonoassorbente, le sue fibre aggrovigliate disperdono e trattengono il suono, e a differenza di un pannello in schiuma immagazzina carbonio, regola l'umidita, resiste al fuoco e non emette nulla. La stessa pianta che teneva all'asciutto un'isola del Seicento oggi zittisce un open space.

Dove ha senso

La zostera non sta per rimpiazzare il tetto della maggior parte delle case. La disponibilita dipende da quanto il mare restituisce ogni anno; il tetto spesso in stuoia si addice a forme e climi particolari; e il materiale e pesante. Il suo posto immediato e dove le sue virtu sono decisive e i suoi limiti non pesano, negli strati acustici e isolanti, nei controsoffitti e nelle pareti d'accento, nei rivestimenti sull'edificio giusto, piu che come pelle strutturale universale. Ma la lezione profonda di Læsø riguarda il tempo. Tendiamo a trattare i materiali sostenibili come non provati, qualcosa da invecchiare in laboratorio e garantire prima di fidarci. La zostera si presenta con la garanzia gia scritta: tetti che hanno riparato dalla pioggia dodici generazioni di isolani e stanno ancora in piedi. Pochi materiali, su qualsiasi mood board del 2026, possono dire altrettanto.

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