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Design SostenibileRistrutturazioneA cura di La Redazione di Moodroom

I millimetri decidono: perche il riscaldamento a pavimento in retrofit e un problema di spessore, non di calore

In una ristrutturazione il pavimento si sceglie in base ai millimetri che un soffitto fisso puo concedere e al pavimento che hai gia, mentre il vero vantaggio e la bassa temperatura di mandata che una pompa di calore desidera.

I millimetri decidono: perche il riscaldamento a pavimento in retrofit e un problema di spessore, non di calore

Il vincolo e il soffitto, non il radiatore

Quando si immagina il riscaldamento a pavimento si pensa alla resa: un pavimento tiepido, un emettitore invisibile, niente radiatori che rubano parete. In una ristrutturazione, pero, la decisione non dipende quasi mai da quanto calore il pavimento riesce a dare. Dipende da un solo numero fisso, l'altezza tra il sottofondo esistente e tutto cio che non si puo spostare, la base di una porta, il primo gradino di una scala, il livello finito della stanza accanto. In una nuova costruzione il progettista decide questo pacchetto da zero. In una casa esistente e gia consumato, e ogni millimetro che un impianto aggiunge va trovato da qualche parte.

Ecco perche il riscaldamento a pavimento in ristrutturazione e in realta un problema di spessore travestito da comfort. Un sistema tradizionale a massetto, con i tubi annegati in 65-75mm di sabbia e cemento, e splendido e, nella maggior parte delle ristrutturazioni, semplicemente impossibile senza demolire il pavimento e abbassare tutto il livello, il che trascina dentro nuovo isolamento e spesso le porte stesse. Il mercato del retrofit esiste proprio per evitare quello scavo, e si divide nettamente in due famiglie, ciascuna scelta non per gusto ma per come e fatto il pavimento.

Due strade, decise dal pavimento che hai gia

Se hai un pavimento massiccio, calcestruzzo o una vecchia soletta che conservi, la risposta e un sistema ribassato a posa sovrapposta. Sono pannelli isolanti sagomati o lastre a base cemento che poggiano sulla superficie esistente e alloggiano un tubo sottile da 12-16mm, di solito rifinito con un leggero autolivellante. L'intero pacchetto puo stare intorno ai 15-20mm compreso quello strato di livellamento. E abbastanza poco da essere assorbito in molti locali quando si cambia comunque la finitura, anche se intacca lo spazio sotto le porte e impone di studiare bene le soglie.

Se invece hai un solaio in legno, travetti con un vuoto sottostante, puoi mettere il calore dove lo spazio c'e gia, tra i travetti, senza aggiungere praticamente nulla in altezza. I tubi vengono tenuti contro l'intradosso delle tavole da piastre di diffusione in alluminio, sottili lamine da 0,5mm che stringono il tubo e ne spalmano il calore su tutta la superficie, cosi non si sentono le righe calde. La parte elegante, in un retrofit, e che queste piastre si possono montare dal basso, dalla stanza sottostante o da una cantina, cosi la finitura che vuoi tenere non viene mai sollevata. Il prezzo di questo spessore zero e accesso e isolamento: devi poter arrivare sotto il pavimento e devi riempire il vuoto sotto le piastre con uno strato serio di isolante, circa 100mm di lana minerale come minimo ragionevole, altrimenti il calore cade nel terreno invece di salire nella stanza.

Perche i millimetri decidono anche la prontezza

Lo spessore scelto non solo entra o meno: definisce come si vive l'impianto. Spessore e massa termica, e massa termica e inerzia. Un massetto profondo immagazzina molto calore e lo restituisce lentamente e in modo uniforme. E eccellente sotto una fonte che lavora dolcemente tutto il giorno, ma e lento, impiega ore a salire e ore a scendere, il che si addice a un open space ben isolato e frustra un bagno che vuoi caldo per un'ora al mattino. Un sistema ribassato, con molto meno materiale tra tubo e piede, fa il contrario, e cosi i sistemi a piastre diffusori: un pacchetto sottile puo portare una stanza in temperatura in circa venti-trenta minuti e rispondere al termostato come qualcosa che puoi davvero governare. Cosi gli stessi millimetri che permettono a un impianto di entrare in una ristrutturazione decidono anche se si comporta da fondo lento e costante o da emettitore rapido, stanza per stanza, abbinato a come ogni locale viene usato invece di essere scelto una volta per tutta la casa.

Il vero premio: una bassa temperatura di mandata

Nulla di tutto questo e il motivo per cui il pavimento vale la fatica nel 2026. Il motivo e cio che fa all'acqua. Poiche un intero pavimento e un emettitore enorme rispetto a un radiatore, puo dare lo stesso tepore con acqua molto piu fredda, una mandata di 35-45C contro i 55-70C su cui era dimensionato un vecchio impianto a radiatori. Quel divario e tutto, per una pompa di calore. Una pompa di calore diventa molto piu efficiente quanto piu fredda e l'acqua che deve produrre; falla lavorare in un pavimento a bassa temperatura per tutta la stagione e restituira comunemente tre o quattro unita di calore per ogni unita di elettricita, mentre costringerla ad alimentare radiatori caldi riporta il rendimento verso il costo della resistenza elettrica che doveva sostituire. Il pavimento, insomma, e l'emettitore che una pompa di calore desidera davvero, e un pavimento in retrofit e spesso il modo piu economico per dare a una pompa di calore la superficie ampia e a bassa temperatura di cui ha bisogno, senza rifare l'idraulica di ogni radiatore.

Fare bene il capitolato

Poche cose separano un pavimento riuscito da uno deludente. Isola sempre sotto i tubi, perche il calore e pigro e scende volentieri quanto sale se glielo permetti. Adatta interasse dei tubi e temperatura di mandata alla stanza e alla finitura: pietra o gres lasciano passare il calore liberamente, mentre una moquette spessa con il suo tappetino possono strozzare la resa quanto basta, quindi il rivestimento fa parte del calcolo. Aspettati una resa realistica intorno ai 70-90 W per metro quadrato da un sistema a bassa temperatura; se una stanza mal isolata chiede piu di questo alle temperature di una pompa di calore, sistema prima l'involucro invece di alzare l'acqua. E suddividi in zone con onesta, cosi i locali che usi in momenti diversi non finiscono legati a un unico circuito lento.

Quando non conviene

Il pavimento in retrofit smette di avere senso dove lo spessore che ti puoi permettere si scontra con la prontezza che ti serve, o dove l'involucro e cosi disperdente che il pavimento non copre il carico a bassa temperatura. Una stanza senza altezza di riserva, una finitura che rifiuti di sollevare e nessun accesso dal basso ha esaurito le opzioni che non significhino scavo. Ma nei due casi comuni, un pavimento massiccio con un cambio di finitura gia in programma o un solaio in legno con un vuoto raggiungibile, il pavimento in retrofit e una delle poche mosse davvero eleganti di una ristrutturazione: elimina i radiatori, scalda la superficie su cui stai in piedi e, soprattutto, consegna alla pompa di calore quella bassa temperatura di mandata che rende conveniente l'intero sistema a basse emissioni.

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