Il corridoio diventa strada: come il vincitore dello Stirling 2025 progetta via la solitudine della vecchiaia
Il RIBA Stirling Prize 2025 è andato ad Appleby Blue, una almshouse urbana per gli over 65 che trasforma gallerie, stanza-giardino e finestre sulla strada in una macchina per i piccoli incontri quotidiani che tengono lontana la solitudine.
Un premio andato al contrario di un monumento
Il 16 ottobre 2025 il RIBA Stirling Prize, il riconoscimento architettonico più seguito del Regno Unito, non è andato a un museo o a una torre, ma a un edificio di appartamenti sociali per persone oltre i 65 anni su Southwark Bridge Road, nel sud di Londra. Appleby Blue, progettato da Witherford Watson Mann Architects per la United St Saviour's Charity, è una almshouse — la forma più antica di edilizia sociale inglese — riscritta per il secolo dell'epidemia di solitudine. È il secondo Stirling dello studio, dopo Astley Castle nel 2013, e ha vinto anche il Neave Brown Award per l'housing 2025. La giuria ha premiato un edificio che tratta l'invecchiare come un problema di progetto da risolvere con vera generosità, non con il minimo indispensabile.
Il tipo edilizio più antico, riletto
Le almshouse ospitano gli anziani e i poveri d'Inghilterra da più di mille anni; il modello precede lo stato sociale e sopravvive ancora oggi, ente di carità dopo ente di carità, in cortili e file di casette in tutto il paese. La loro forma persistente è un insieme di piccole abitazioni raccolte intorno a un giardino o a una corte condivisa, storicamente con una cappella e lo stemma del fondatore. La United St Saviour's fa risalire il proprio lascito alle parrocchie di Southwark del Cinquecento. Ciò che Witherford Watson Mann ha capito è che l'invenzione vera del tipo non sono mai state le casette pittoresche, ma la pianta: mettere le porte di casa intorno a un suolo comune perché gli abitanti si incrocino senza doverlo concordare. Appleby Blue conserva questa logica e abbandona la nostalgia, impilando il modello a corte in un denso isolato urbano di 57 alloggi su due-cinque piani, in mattone bruno-bluastro con cemento prefabbricato e rovere massello, coronato da un giardino pensile arretrato.
La circolazione come motore sociale
L'idea centrale dell'edificio è quasi banalmente pratica: rendere i corridoi troppo belli per attraversarli in fretta. Al posto dei passaggi interni angusti con cui la maggior parte dell'edilizia a blocco raggiunge le porte, Appleby Blue avvolge le case in ampie gallerie aperte pavimentate in cotto, corredate di fioriere e panche — ciò che i progettisti e la giuria chiamano strade nel cielo. Sono profonde abbastanza da fermarcisi, lasciare una sedia, coltivare qualcosa, chiacchierare. La porta e la cucina di ogni casa affacciano su questa strada condivisa invece che su un androne cieco, così i gesti ordinari della giornata — annaffiare una pianta, aspettare che bolla l'acqua — diventano visibili ai vicini. La solitudine nella vecchiaia raramente si cura con un singolo evento in calendario; si tiene a distanza con l'accumulo di piccoli incontri non programmati. Appleby Blue li inscrive nel percorso che ognuno compie comunque per arrivare alla propria porta.
Una stanza-giardino e una corte-bosco
Al cuore dell'isolato sta l'elemento che regge il peso sociale: una stanza-giardino a doppia altezza, interamente vetrata, con una cucina comune, le cui grandi porte scorrevoli si aprono a sud sulla corte. Non è la solita saletta di rappresentanza ricavata dietro un ingresso; è un ambiente luminoso e generoso, con tavoli da pranzo collettivi e poltrone sovradimensionate, presidiato e animato da attività, aperto tanto al quartiere quanto ai residenti. La corte su cui si affaccia è stata disegnata con lo studio di paesaggio Grant Associates per apparire come un piccolo bosco — alberi maturi, piantumazione fitta e un gioco d'acqua a cascata il cui suono attenua la città. Una rampa vetrata in leggera pendenza, non una scala, conduce dentro tutto questo, perché la mobilità non decida mai in sordina chi possa partecipare.
Guardare la strada, non voltarle le spalle
L'edilizia per anziani spesso si difende dalla città con muri ciechi e un unico ingresso controllato. Appleby Blue fa l'opposto. A piano terra, bay window a tutta altezza sporgono verso Southwark Bridge Road, offrendo ai residenti un posto in prima fila sul traffico, sulla fermata dell'autobus e sul piccolo teatro quotidiano del marciapiede. La scelta è deliberata: guardare il mondo che passa è già una forma di appartenenza, e le vetrate permettono agli abitanti di restare legati alla vita della strada senza dover uscire dalla sicurezza dell'edificio. Le bay window, la stanza-giardino pubblica e il programma di attività dissolvono insieme la consueta linea netta tra un'istituzione e il suo quartiere, così che l'edificio si legge come parte di Southwark e non come un recinto tenuto a distanza.
Che cosa dimostra davvero il modello
Appleby Blue conta al di là dei suoi 57 nuclei perché è un argomento, costruito in scala reale, su come dare casa a una popolazione che invecchia senza immagazzinarla. Il budget era contenuto e i materiali sono semplici e duraturi; la generosità è spesa nello spazio condiviso, non in finiture costose. La ricerca sulla vita nelle almshouse ha collegato il forte senso di comunità che generano a benefici misurabili — uno studio recente ha associato il modello a diversi anni di vita in più — e il meccanismo è esattamente quello che questo edificio mette in primo piano: l'indipendenza mantenuta, ma l'isolamento progettato via. In un anno in cui la rosa dello Stirling comprendeva opere ben più appariscenti, la giuria ha scelto una quieta almshouse. Il segnale è difficile da fraintendere. L'architettura più urgente oggi forse non è la più alta né la più fotogenica, ma quella che decide, deliberatamente, dove un ottantenne incontrerà un vicino.
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