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Design d'InterniIlluminazioneA cura di La Redazione di Moodroom

L'Abbagliamento è un Rapporto di Luminanza, non Troppa Luce

Una stanza aggressiva è raramente troppo illuminata: è una piccola sorgente accecante contro un intorno scuro vicino alla linea dello sguardo. L'abbagliamento è un rapporto di luminanza, ed è per questo che schermare la sorgente e sollevare lo sfondo battono il ricorso al dimmer.

L'Abbagliamento è un Rapporto di Luminanza, non Troppa Luce

Il dimmer è la manopola sbagliata

Quando una stanza risulta aggressiva, l'istinto è abbassare la luce. Eppure il dimmer raramente placa la puntura di un faretto o di una lampadina nuda, e spesso lascia l'ambiente cupo mentre il punto luminoso continua a mordere. Abbagliamento e luminosità sono due cose diverse. Una stanza può essere illuminata dolcemente e restare sgradevole allo sguardo, e può essere illuminata generosamente e trasmettere calma. Ciò che l'occhio contesta non è la quantità di luce ma una differenza locale violenta di luminosità dentro il campo visivo.

L'abbagliamento è un rapporto che l'occhio calcola

Gli illuminotecnici hanno dato un numero a questo fastidio. L'Unified Glare Rating, una metrica della CIE usata in tutto il progetto d'interni, tratta l'abbagliamento come una relazione più che come un valore assoluto. La sua formula pesa la luminanza di ogni sorgente contro la luminanza di fondo di ciò che la circonda, e poi la scala per quanto grande appare la sorgente e per quanto vicina si trova alla linea dello sguardo. Se si alza la luminanza della sorgente o si lascia scurire lo sfondo, l'indice sale; un valore intorno a 19 è il tetto abituale del comfort, e molto oltre le persone iniziano a strizzare gli occhi. La lezione nascosta nella matematica è semplice. L'abbagliamento è un contrasto, una piccola macchia accecante contro un intorno spento, e l'occhio legge il rapporto anziché le candele grezze.

La posizione conta quanto la luminosità. L'indice di posizione, elaborato da Luckiesh e Guth nel 1949 e tuttora incorporato nei modelli di abbagliamento, dice che una sorgente è molto più punitiva quando cade vicino al centro dello sguardo rispetto a quando resta al margine. Man mano che un apparecchio si sposta verso la periferia, la luminanza che può permettersi cresce ripidamente. Una luce che non si guarda mai direttamente può essere il doppio più intensa prima di dare fastidio.

Perché il LED ha peggiorato le cose

Il LED ha acuito proprio il problema che doveva risolvere. Le lampade più vecchie distribuivano la loro emissione su un bulbo smerigliato o su un apparecchio ampio, così la luminanza della superficie che vedevi davvero restava modesta. Un LED comprime gli stessi lumen in un chip minuscolo. Un diodo nudo può superare i diecimila candele per metro quadrato sulla sua faccia, e il fastidio tende a cominciare quando una piccola sorgente supera all'incirca tre-cinquemila. Riduci l'area emittente e concentri la luminosità, che è esattamente la ricetta per un rapporto elevato contro un soffitto ordinario. Ecco perché una parete di faretti da incasso in un soffitto scuro può sembrare un interrogatorio anche a bassa potenza: punti di luce intensi conficcati in un campo d'ombra.

Schermare la sorgente, non la stanza

Il primo rimedio vero è nascondere la sorgente all'occhio senza nasconderne la luce alla stanza. È l'angolo di schermatura, o di cut-off: incassare il diodo abbastanza in profondità, oppure mettere davanti un frangiluce o un riflettore, così che da qualsiasi posizione normale, seduti o in piedi, si veda la pozza di luce che getta anziché il diodo stesso. In pratica gli apparecchi ben fatti mantengono il cut-off in una fascia intorno ai quarantacinque-sessantacinque gradi, cioè la parte brillante scompare finché non si fissa lo sguardo dritto verso l'alto. Una cavità ottica più profonda, un frangiluce a nido d'ape o un riflettore adeguato fanno lo stesso lavoro: spingono il punto in cui si intravede la sorgente cruda a un angolo che raramente occupiamo.

Sollevare lo sfondo invece di abbassare la sorgente

L'altra metà del rapporto è lo sfondo, ed è la metà che quasi tutti ignorano. Poiché l'occhio giudica una sorgente rispetto al suo intorno, alzare l'intorno ammorbidisce la stessa sorgente senza toccarla. Rifletti la luce sul soffitto e sulla parte alta delle pareti e quel piano ampio e delicatamente luminoso diventa il nuovo riferimento a cui l'occhio si adatta; il faretto un tempo feroce ora si legge come un contrasto modesto anziché come un picco. Apparecchi a luce indiretta, cornici luminose e wall washing lavorano tutti così, spargendo la luce su una grande superficie in modo che l'intero campo si sollevi e le ombre si riempiano. Scegliere finiture chiare e ad alta riflettanza per soffitti e pareti fa lo stesso, in silenzio, perché un intorno più chiaro è una luminanza di fondo più alta nella formula. Un soffitto scuro e drammatico è splendido nelle fotografie e trasforma ogni apparecchio incassato al suo interno in una sorgente di abbagliamento.

Tenere la luminosità fuori dalla linea dello sguardo

La stratificazione è l'espressione pratica di tutto questo. La luce ambientale riempie la stanza e alza lo sfondo, la luce funzionale svolge il lavoro ravvicinato e la luce d'accento estrae la texture, ma il segreto è la collocazione rispetto alle linee dello sguardo e alle sedute, non una griglia ordinata sulla pianta. L'abbagliamento arriva quando gli apparecchi vengono piazzati senza riguardo per dove le persone si siedono, o quando una sorgente dura cade su pietra lucida, un pavimento lucido, uno specchio o una lastra di vetro, che semplicemente rimette il punto brillante nell'occhio per riflessione. Punta i fasci netti sulle superfici, non sui volti; tieni fiochi gli apparecchi visibili e indiretta la luce di lavoro.

La stanza confortevole è progettata, non abbassata

Nulla di tutto ciò chiede meno luce. Chiede che la luminosità sia collocata dove l'occhio non è, e che lo sfondo sia sollevato dove l'occhio è. Una stanza progettata attorno al rapporto di luminanza può essere luminosa, generosa e comunque riposante, mentre una stanza che combatte l'abbagliamento con il dimmer si limita a scambiare un fastidio con un altro. La manopola che vale la pena girare non è quella sul muro.

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