Blog
MaterialiResidenzialeA cura di La Redazione di Moodroom

La blackhouse ricostruita: perche Caochan na Creige e la casa dell'anno in Gran Bretagna

Una casa di pietra autocostruita per 167.000 sterline nelle Ebridi Esterne ha vinto il massimo premio residenziale britannico trattando la blackhouse come un metodo climatico da ricostruire, non un aspetto da copiare.

La blackhouse ricostruita: perche Caochan na Creige e la casa dell'anno in Gran Bretagna

Una casa che si nasconde dietro una roccia

Su un'insenatura riparata della Baia di Harris, nelle Ebridi Esterne scozzesi, una bassa casa di pietra è così immersa nel proprio paesaggio che da certe angolazioni si fatica a riconoscerla come edificio. Il suo nome, Caochan na Creige, in gaelico significa la piccola nascosta accanto alla roccia, e quella roccia non è una metafora. Un imponente affioramento di gneiss lewisiano, tra le pietre affioranti più antiche della Terra, domina il sito, e gli architetti Eilidh Izat e Jack Arundell hanno scelto di costruire attorno a esso invece di rimuoverlo. Nel dicembre 2025 il Royal Institute of British Architects ha nominato la casa House of the Year, il più seguito premio residenziale del Regno Unito. La giuria, presieduta da David Kohn, ha definito la decisione unanime.

Ciò che rende la vittoria degna di studio non è tanto il riconoscimento quanto il metodo. Izat e Arundell non hanno progettato una casa che si limita ad assomigliare a una blackhouse ebridica. Hanno ricostruito il ragionamento che ha generato la blackhouse, aggiornando poi le parti che non servono più.

La blackhouse era una macchina, non un aspetto

La tradizionale blackhouse delle Ebridi Esterne viene spesso ricordata come una sagoma rustica: una forma lunga e bassa sotto un tetto di paglia legato con corde. In realtà era una macchina climatica assemblata con ciò che l'isola offriva. Le sue murature erano costruite come due pareti separate in pietra a secco, spesse in totale circa un metro, con l'intercapedine riempita di torba, zolle e terra. Quella massa rendeva il muro impermeabile al vento e lento a disperdere il calore, in un luogo quasi privo di alberi e battuto senza tregua dal clima atlantico. Gli angoli erano arrotondati per deviare il vento, le finestre piccole, e un focolare centrale di torba bruciava senza camino: il fumo anneriva l'interno e dava all'edificio il suo nome. Le persone vivevano a un'estremità, gli animali all'altra, condividendo il calore sotto un unico tetto in una tradizione di case lunghe nordatlantiche vecchia di oltre mille anni.

Letta così, la blackhouse non è uno stile da copiare ma una serie di risposte a problemi precisi: niente legname, vento feroce, pioggia battente, calore scarso. Caochan na Creige prende sul serio quelle domande e le risolve di nuovo con gli strumenti di oggi.

La pietra come corpo, non come rivestimento

La decisione più importante è che la pietra è vera. Molte case contemporanee che ammiccano alla tradizione locale appendono un sottile strato di pietra su un muro convenzionale. Qui lo gneiss lewisiano è a tutto spessore, estratto da una cava a sole cinque miglia dal sito, ed è il corpo stesso dell'edificio, non una superficie applicata. La coppia ha sviluppato e in gran parte costruito la casa con le proprie mani, lavorando accanto a scalpellini e artigiani locali, e il risultato ha il peso e l'ombra di una vera struttura muraria. Addossata e avvolta all'affioramento esistente, la casa si legge come un prolungamento della geologia, una blackhouse contemporanea che sembra estratta sul posto.

Questa autenticità non è nostalgia. Usare pietra proveniente da cinque miglia di distanza azzera i trasporti e l'energia incorporata di un rivestimento importato, e lega la casa esattamente ai toni grigi e ruggine del proprio pendio, così che l'invecchiamento non fa che approfondire la corrispondenza.

Ciò che il muro moderno fa in modo diverso

La vecchia blackhouse isolava con un'intercapedine di torba tra due pareti di pietra. Caochan na Creige no. Dietro la pietra c'è un telaio in legno, l'elemento che porta i carichi e, soprattutto, ospita l'isolamento moderno. È la sostituzione silenziosa al centro del progetto. Il vernacolo dà al muro il suo carattere esterno, la sua massa e il suo rapporto con il clima; il telaio contemporaneo gli conferisce prestazioni termiche e chiarezza strutturale che una muratura a secco riempita di torba non potrebbe mai raggiungere. La casa conserva la sensazione profonda e radicata dei suoi antenati pur rispondendo ad aspettative di comfort ed efficienza che la blackhouse originale, piena di fumo e condivisa con il bestiame, non ha mai preteso di offrire.

È una distinzione da nominare con precisione: la tradizione sopravvive come strategia costruttiva e climatica, non come costume. La pietra fa ciò che la pietra faceva; il muro si comporta come deve comportarsi un muro del ventunesimo secolo.

Un interno accordato al clima e alla luce

All'interno il rigore continua ma si riscalda. Le pareti sono rifinite in intonaco di calce dai toni caldi, i pavimenti in cemento levigato con aggregato locale, così che anche il suolo sotto i piedi porta l'isola dentro di sé. I soffitti sono rivestiti in larice scozzese e la falegnameria è finemente eseguita in faggio. Le finestre sono collocate con cura anziché sparse, incorniciando il mare, il cielo e la roccia invece di aprire l'interno al vento. L'effetto che gli architetti descrivono è quello di una casa modesta nelle dimensioni ma generosa nel suo legame con il paesaggio, un riparo che trasforma l'esterno feroce in una sequenza di vedute composte.

Perché la giuria l'ha proclamata casa dell'anno

La giuria del RIBA ha evidenziato tre aspetti che la casa risolve insieme: condizioni climatiche difficili, il rapporto con l'architettura vernacolare e un budget ristretto, affrontati con una rara combinazione di sensibilità e audacia. Il budget è il dettaglio che sorprende. I giudici hanno osservato che realizzare un progetto simile, in un luogo tanto remoto, per circa 167.000 sterline richiedeva una collaborazione davvero ammirevole. Izat ha guidato il progetto; Arundell, formato in ingegneria civile, ha diretto il cantiere. Il loro primo lavoro insieme, un minuscolo studio di Edimburgo ricavato da un'officina di fabbro del Settecento, aveva già mostrato il gusto di ottenere molto da pochissimo.

La lezione oltre le Ebridi

Caochan na Creige conta ben oltre il suo straordinario sito perché indica una via d'uscita da un dibattito stanco. L'architettura regionale sceglie troppo spesso tra il pastiche che copia le forme antiche e un modernismo generico che ignora del tutto il luogo. Questa casa non fa né l'uno né l'altro. Legge il vernacolo come intelligenza accumulata su un clima specifico, conserva le parti che funzionano ancora, sostituisce quelle che non funzionano più e lascia che il materiale locale e una roccia esistente dettino le condizioni. Il risultato è una casa che non potrebbe stare da nessun'altra parte, costruita al prezzo di un appartamento qualunque, e ora la nuova casa più celebrata di Gran Bretagna.

La blackhouse ricostruita: perche Caochan na Creige e la casa dell'anno in Gran Bretagna | Moodroom